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L’alcol influenza le nostre emozioni

14 Agosto 2019

Il fenomeno pervasivo del consumo di alcol nella popolazione giovanile in Italia negli ultimi anni è divenuto sempre più diffuso a partire da età anche precoci con conseguenze negative rilevanti per la salute neuropsichica: è aumentata per entrambi i sessi l’assunzione di bevande alcoliche fuori pasto e di superalcolici e inoltre l’età media di avvio è divenuta la più bassa di tutta Europa, 12 anni circa.

L’assunzione di alcol in adolescenza è svincolata dal piacere del gusto della sostanza stessa e diventa la modalità attraverso cui l’individuo vive gli affetti e veicola la comunicazione, ricercare forti emozioni e nel tentativo di raggiungere il divertimento a ogni costo, tramite le proprietà psicotrope degli alcolici. Uno dei fattori di disagio che sta alla base di un consumo disadattivo di alcol è l’incapacità di comunicare, soprattutto in campo emozionale, venendo a crearsi una sorta di vuoto emozionale, una mancata percezione e consapevolezza degli stati emotivi: in effetti, i soggetti che abusano di alcol e sostanze sono molto spesso incapaci di riconoscere e identificare le proprie emozioni e di differenziare i loro stati emotivi da quelli corporei.

Rilassamento, aggressività, stanchezza, tristezza, attivazione erotica e altro ancora: le emozioni che può suscitare il consumo di alcol sono varie. Siamo tristi? Ci raccontiamo che un bicchierino ci risolleverà il morale. Siamo felici? Allora ci diciamo che il miglior modo di festeggiare è brindando. Ciò che osserviamo da questi due esempi è la convinzione che l’alcol può aiutare, anche solo temporaneamente, a regolare le nostre emozioni, riducendo quelle negative ed incrementando quelle positive. Inoltre, intervengono altri fattori, come quello sociale (legato a un consumo moderato di alcolici) o come l’aumentare la fiducia in se stessi (legato a un consumo più preoccupante): problematiche correlate ad un abuso di alcolici si verificano, invece, proprio quando servono come strumento per fronteggiare le difficoltà.

Il Global Drugs Survey (GDS) ha svolto uno studio circa l’influenza dell’alcol sulle nostre emozioni. Lo studio ha coinvolto quasi 30.000 persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni, provenienti da 21 Paesi, tra cui anche l’Italia. L’obiettivo dei ricercatori è quello di mettere in luce gli effetti dell’alcol sull’umore, ma anche sul pericolo di sviluppare una dipendenza: le persone, infatti, possono manifestare una tolleranza nei confronti dell’alcol nel corso del tempo, causando un aumento dell’assunzione di alcolici allo scopo di ritrovare gli stessi effetti “positivi” sperimentati all’inizio, ma così rischiando anche di incappare anche in quelli negativi. Dai dati è emerso che il consumo di alcol è risultato essere fortemente associato con tutta la gamma di emozioni, sia positive che negative, in particolare quest’ultime, ovvero la stanchezza, l’irrequietezza, l’aggressività e tristezza. Di particolare evidenza troviamo la relazione esistenza tra alcol ed aggressività: in questo caso, l’attenzione deve essere anche rivolta verso l’eventuale mix tra bevande, ed è l’uomo piuttosto che la donna a diventare più aggressivo, le quali, però, hanno molte più probabilità di sperimentare tutte le altre emozioni. È importante sottolineare che quasi un terzo degli intervistati (29,8%) ha riferito una relazione tra superalcolici e aggressività, percentuale significativamente più alta rispetto ad altre categorie di bevande alcoliche. L’aggressività sembra, inoltre, appannaggio del genere maschile e in particolare dei forti bevitori, i quali associano questa emozione a tutti i tipi di alcolici molto più delle donne e dei bevitori occasionali. I bevitori a rischio, cioè i soggetti in cui l’abitudine all’alcool può sfociare in un abuso e in una dipendenza, sono anche i più esposti a sentirsi tristi dopo il consumo. I forti bevitori, tuttavia, associano all’alcool anche emozioni positive, il che può rappresentare un ulteriore fattore di rischio di abuso.

L’emozionalità della sensualità sessuale ha una correlazione con le bevande alcoliche, ma su questo punto è doveroso sfatare un mito: l’alcol non è un eccitante, bensì un depressivo, pertanto la sensazione euforica iniziale deriva dal fatto che allenta i freni inibitori e le censure che possiamo avere quando siamo sobri, ecco perché ci sentiamo più disinibiti e propensi alla socializzazione. In realtà, a livello corporeo, l’alcol abbassa la frequenza cardiaca, quella respiratoria e anche il tono dell’umore, causando alla lunga sintomi depressivi. Non ultimo influisce anche sulle prestazioni sessuali, considerato che l’alcol facilita la visione di immagini sessuali, coerentemente con la disinibizione, ma non aumenta l’eccitazione sessuale”.

Le cause che inducono gli adolescenti e i giovani adulti ad assumere questi comportamenti sono da ricercare nella non conoscenza degli effetti dannosi dell’alcol, nel rituale di convivialità sociale (evenienza per la quale si attribuisce all’alcol la funzione di facilitatore dell’aggregazione tra giovani), nella mancanza di interessi personali, nella scarsità dei controlli e nelle abitudini familiari.

 

 

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14 Agosto 2019

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