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L’ utilizzo del social network nel mercato della droga online

12 Dicembre 2019

La frequentazione e l’utilizzo dei social network in questi ultimi anni sono diventati un fenomeno globale: giovani e meno giovani trascorrono molte ore della loro giornata sui questi siti, che si inseriscono nella loro vita quotidiana e producono molteplici effetti sui processi di comunicazione, relazione e creazione dell’identità. Cambia, per esempio, il rapporto con se stessi e soprattutto con gli altri, più diretto ma molto più mediato da questi apparati, che permettono di incontrare molte persone, ma eliminano l’unicità della relazione interpersonale. Cambia, inoltre, il modo di concepire la quotidianità: è difficile pensare alle nostre giornate senza aprire il computer o usare il cellulare e, in questo senso, l’esperienza quotidiana subisce dei pesanti condizionamenti, cambiando il modo di partecipare alla vita di società, condividendo anche luoghi virtuali, senza che vi sia necessariamente una partecipazione effettiva.  Smartphone, social network e chat sono ormai parte integrante della vita quotidiana dei ragazzi e il loro costante utilizzo ne ha trasformato ed ampliato anche le funzioni: non solo semplici strumenti di comunicazione ma, anche mezzi che permettono l’organizzazione e la diffusione delle più differenti attività. La tecnologia, in definitiva, ha creato una progressiva e totalizzante digitalizzazione non solo delle conoscenze, ma anche delle sensazioni, emozioni ed esperienze, non più e non solo riservate a spazi intimi e personali.

La cronaca rivela come tali strumenti siano, infatti, sempre più spesso utilizzati anche per la condivisione di attività illegali. Online si offre, si acquista, si attivano blog, forum e social network per scambiarsi consigli e informazioni. Negli ultimi anni si registra uno spostamento sempre più marcato dell’offerta e della commercializzazione di sostanze via Internet. Ci sono “farmacie” online che vendono sostanze di ogni tipo senza alcuna prescrizione medica e drugstore dove è possibile acquistare sostanze vietate. Si sono sviluppati blog, forum, chat, social network dedicati alla discussione sulle varie droghe. Gli utenti si scambiano informazioni, consigli ed “istruzioni per l’uso”. Informazioni che spesso riguardano nuove sostanze che appaiono sul mercato. Fino a qualche tempo fa il sospettato numero uno era il dark web, quella zona franca della rete, ignota ai più, dove si commercializza ogni tipologia di sostanza stupefacente: ad oggi, però, sembra che il mercato dello spaccio si sia spostato più “alla luce del sole”, sulla rete che tutti conosciamo, presentandosi nelle chat e sui social più diffusi. Si è materializzata una rete di giovani e giovanissimi che, attraverso WhatsApp e Facebook, spacciano ad altri coetanei, con l’utilizzo di una sorta di codice segreto. Instagram è spesso usato come un mercatino, dove si può individuare un rivenditore cercando e navigando tra i contenuti: poco più di un anno fa, fece scalpore la notizia secondo la quale alcuni utenti avevano trovato il modo di trafficare droga utilizzando come piattaforma d’appoggio Instagram, il social network concepito per condividere fotografie, ma che, soprattutto negli Stati Uniti, sta diventando un sito di annunci ed inserzioni per mostrare droga, acquisibile su rete. Il fenomeno aveva assunto dimensioni tali da indurre Instagram a intervenire eliminando alcuni degli hashtag più utilizzati per questo genere di transazioni (#drugs e #forsale).

Le app, in particolare, si collocherebbero a metà strada tra il mercato delle droghe online e quello di strada, in quanto offrono un metodo rapido, conveniente e sicuro per entrare in contatto con gli spacciatori e senza troppa fatica. Con un’app di messaggistica criptata come Snapchat, Wickr e Kik (un’app simile a WhatsApp) si possono comunicare tipologia di quanto richiesto e luogo d’incontro: le funzionalità di sicurezza integrate delle applicazioni possono fare la differenza nel modo in cui si utilizza un’app per questo scopo, come, ad esempio, Snapchat che fornisce una piattaforma per connettere acquirente e venditore con la possibilità di scambiare messaggi a eliminazione automatica.  Le droghe più comunemente acquistate secondo questa modalità sono cannabis, LSD, ecstasy e farmaci (xanax o codeina) o un insieme di questi come, ad esempio, “purple drank”, una mistura a base di sciroppo per la tosse e bevande gassate.

Inoltre, sono numerosi i filmati relativi allo “sballo” adolescenziale, poi condivisi sui social network, che vengono, quindi, utilizzati come delle “vetrine”: il consumo di sostanze psicoattive viene sempre più ritenuto dagli adolescenti come fatto abitudinario e, al tempo stesso, simbolo di riconoscimento nel gruppo e di divertimento. Le foto su Instagram o su Facebook, mostrano giovanissimi impegnati a rendere i loro “sballi” simboli da esibire, alla stregua di un qualsiasi altro mezzo per prendere like e visualizzazioni. Sballo da esibizione, quindi, con un consumo non più fine a se stesso, ma da mettere in vetrina ed ostentare, scegliendo, a tal fine, la droga che spettacolarizza di più.

 

 

 

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