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COSA PORTA GLI ADOLESCENTI ALL’ABUSO DI DROGA E ALCOL?

27 Dicembre 2019

Gli adolescenti sono un target di popolazione estremamente vulnerabile ai rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti e di bevande alcoliche.

Per cercare di comprendere meglio la connessione tra l’abuso e la delicata fase dell’adolescenza, diversi ricercatori si sono orientati ad esaminare il ruolo del disagio psicologico: a tal proposito, il legame tra la depressione e l’uso di alcol appare particolarmente forte negli adolescenti più giovani (soprattutto adolescenti femmine), anche quando sono presi in considerazione altri fattori come problemi comportamentali e svantaggio economico. Depressione e ansia sono invece associati all’uso di tabacco, di cannabis e sostanze inalanti, mentre l’ansia da sola sembra essere predittiva dell’abuso di alcol. Alcol, cannabis e altre sostanze psicoattive sono spesso un mezzo per evitare l’ansia e la paura legate al presente e al futuro. Il disagio però, non si configura come unico fattore incentivante: infatti, i giovani usano spesso queste sostanze per sperimentare sensazioni di piacere e per sentirsi a proprio agio nel trascorrere una serata con i coetanei, per assomigliare agli adulti, per noia, curiosità o desiderio di rilassarsi eliminando le inibizioni e le barriere psicologiche alle proprie capacità espressive e comunicative, sia fisiche che verbali.

Negli ultimi decenni si è assistito infatti ad un aumento graduale del consumo di alcol da parte di adolescenti e pre-adolescenti, il cui obiettivo è la ricerca dell’effetto secondario dell’assunzione alcolica, esplicitata nella percezione di essere maggiormente disinvolti, loquaci, disinibiti e maggiormente integrati nel gruppo dei pari.

Nella cultura giovanile sono riscontrabili diversi stili del bere rapportati ai diversi significati attribuiti dagli adolescenti al consumo di alcol e possono rappresentare possibili situazioni rischiose per un uso problematico della sostanza alcolica, tra cui:

Stile consumistico–conformista: il bere è influenzato dal tipo di ambiente frequentato (ad esempio birreria, cocktail-bar), dalla disponibilità e dal tipo di consumo diffuso, dalle scelte dei pari e da altri bisogni indotti dal contesto.

Stile conviviale: l’alcol è l’elemento aggregante, che contribuisce a creare un’atmosfera di convivialità e a facilitare le relazioni.

Stile omologante: si beve per sentirsi adeguati, per aumentare la percezione di somiglianza e di appartenenza al gruppo, per farsi accettare.

Stile affermativo maschile: i ragazzi bevono per sentirsi o mostrarsi più virili, in rapporto all’alcol che riescono a reggere, anche in competizione con amici e compagni del gruppo.

Stile affermativo femminile: le ragazze bevono per sentirsi o mostrarsi più disinvolte ed emancipate.

Stile trasgressivo: il bere eccessivo ha uno scopo dimostrativo, ad esempio per dimostrare di essere diventati grandi, o provocatorio, per trasgredire le regole.

Stile sperimentale: le bevande alcoliche, il loro gusto e i loro effetti possono essere oggetto di esplorazione, nella fase adolescenziale; il gusto per la sfida e il desiderio di emozioni forti può portare a eccessi frequenti, con comportamenti a rischio quali l’assunzione combinata di altre sostanze o la guida di veicoli in stato d’ebbrezza.

Stile protagonistico: l’alcol può essere utilizzato per giocarsi un ruolo di maggiore protagonismo, per attirare l’attenzione di persone dell’altro sesso, per affermarsi all’interno del gruppo, per essere o apparire più sciolti e disinibiti.

Stile anestetizzante: il bere origina dal desiderio di allontanare da sé la sofferenza dovuta a difficoltà personali, legate alla fase evolutiva attraversata, ai rapporti con le persone significative (amici, genitori, ragazzo/a), a situazioni avvertite come frustranti, gravose a scuola o al lavoro.

Stile anti-vuoto: alcuni ragazzi avvertono la necessità di trovare strategie di “riempimento” di tempo considerato vuoto, tempo contrassegnato da vissuti di noia, apatia, talvolta da sentimenti malinconici e di solitudine.

I comportamenti a rischio, come la guida pericolosa o l’utilizzo di sostanze psicoattive come l’alcol, sono azioni che vengono messe in atto dagli adolescenti per raggiungere degli obiettivi e per superare quei compiti di sviluppo tipici dell’età che stanno attraversando. Ad esempio, il consumo di alcol può rispondere al bisogno che il ragazzo sente di considerarsi adulto e di costruire la propria adultità, rafforzando la propria identità in un momento in cui altri aspetti più essenziali dell’essere adulti non sono ancora realizzabili. Oltre a ciò, i ragazzi sono impegnati nell’acquisizione e affermazione di una propria autonomia: ecco che il consumo di alcol o di altre sostanze può avere la funzione per l’adolescente di dimostrare a sé e agli altri di possedere la capacità di scegliere e decidere in maniera autonoma e trovare un modo per identificarsi e differenziarsi dagli adulti, soprattutto dai genitori. Inoltre l’identità che l’adolescente si affanna a costruire non si costruisce nell’isolamento, il ragazzo esprime la propria individualità attraverso la condivisione di esperienze, sentimenti ed emozioni. Il consumo di alcol, in tal senso, consente di ottenere una visibilità, seppur negativa, agli occhi del gruppo e di fondare il legame sociale con i coetanei attraverso quello che, a livello culturale, viene configurato come un “rito di legame e di passaggio”.

In generale il compito primario per un adolescente è quello di elaborare e costruire una propria identità definita e distinta in grado di porsi nei confronti del mondo in modo autonomo, coerente e responsabile. Per realizzare quest’importante obiettivo di crescita, gli adolescenti devono affrontare e superare dei compiti evolutivi: per fare ciò, possono intraprendere diversi percorsi e, alcuni di essi, possono configurarsi come maggiormente a rischio, perché espongono i ragazzi a elevate probabilità di compromettere il loro futuro.  È bene precisare che l’uso di alcol e droghe, sebbene contestualizzati in codesto periodo evolutivo, non vanno sottovalutati  e risulta importante tenere a mente che questi comportamenti possono rappresentare l’instaurarsi di abitudini non salutari e pericolose per lo sviluppo fisico, psichico e sociale dell’adolescente.

 

 

 

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